V E D A N T A

mercoledì, 22 agosto 2007

Mandala

Diagramma del Gohonzon trascritto da Nichikan Shonin

Grafico Gohonzon

 Rappresentazione schematica del significato degli ideogrammi impressi nel Gohonzon

 

1. Nam-myoho-renge-kyo -incipit del Sutra del Loto e nome della Legge mistica, mantra.

2. Nichiren - nome del fondatore della setta Nichiren, considerato “Buddha originale”.

3. Zai gohan - Marchio della firma personale di Nichiren Daishonin.

4. Dai Bishamon-tenno - Grande Re Celeste Vaishravana (sánscrito) chiamato anche Tamon-ten (esempio per molti insegnamenti).

5. U kuyo sha fuku ka jugo - Chi farà offerte accumulerà tanta buona fortuna che sorpasserà i dieci titoli onorifici (del Buddha).

6. Namu Anryugyo Bosatsu - Bodhisattva della pratica Fermamente Stabile (sánscrito: Supratishthitacharitra).

Nota: La parola namu deriva dalla parola sánscrita namas e significa 'devozione' o, la fusione perfetta tra la nostra vita e la Legge.

7. Namu Jyogyo Bosatsu - Bodhisattva delle Pratiche Pure (sánscrito: Vishuddhacharitra).

8. Namu Shakamuni-butsu - Il Buddha Shakyamuni (Buddha considerato “storico”).

9. Namu Taho Nyorai -Il Buddha Taho (sánscrito: Prabhutaratna Tathagata).

10. Namu Jogyo Bosatsu - Bodhisattva delle Pratiche Superiori (sánscrito: Vishishtacharitra).

11. Namu Muhengyo Bosatsu - Bodhisattva delle Pratiche Illimitate (sánscrito: Anantacharitra).

12. Nyaku noran sha zu ha shichibun - Coloro che offenderanno i seguaci della Legge, avranno ripartita la testa in sette pezzi.

13. Dai Jikoku-tenno - Il Grande Re Celeste che sostiene la nazione (sánscrito: Dhritarashtra).

14. Aizen-myo'o - Divinità buddista (sánscrito: Ragaraja). Rappresenta il principio buddista de "I desideri terreni sono illuminazione”.

15. Dai Myojo-tenno - Il Grande Re Celeste delle Stelle.

16. Dai Gattenno - Il Grande Re Celeste della Luna o il Dio della Luna.

17. Taishaku-tenno - Il Re Celeste Shakra (conosciuto anche come il Re Celeste Indra).

18. Dai Bontenno - Il Grande Re Celeste Brahma.

19. Dai Rokuten no Mao - Il Re Demone del Sesto Cielo.

20. Dai Nittenno - Il Grande Dio Celeste del Sole, o il Dio del Sole.

21. Fudo-myo'o - Divinità buddista Achala (scritto in sànscrito o sidham).

22. Hachi Dairyuo - Gli otto Grandi Re Dragoni.

23. Dengyo Daishi - Il Grande maestro Dengyo (un Buddha fondamentale).

24. Jurasetsunyo - Le dieci figlie del demone (sànscrito: Rakshasi).

25. Kishimojin - La Madre e i Figli Demoni (sànscrito: Hariti).

26. Tendai Daishi -Il Grande Maestro cinese T'ien-t'ai (un Buddha fondamentale).

27. Dai Zojo-tenno - Il Grande Re Celeste dello sviluppo e della crescita (sánscrito: Virudhaka).

28. Hachiman Dai Bosatsu - Il Grande Bodhisattva Hachiman.

29. Kore o shosha shi tatematsuru – “Rispettosamente trascrivo questo Testo”.

30. Nichikan, - Il marchio della firma personale del Sommo Prelato che ha trascritto questo Gohonzon, in questo caso Nichikan.

31. Tensho-daijin - La Dea del Sole.

32. Butsumetsugo ni-sen ni-hyaku san-ju yo nen no aida ichienbudai no uchi mizou no daimandara nari.

(traduzione: “In 2.230 anni, cioè da quando il Buddha è morto, questo Grande Mandala non è mai apparso”).

33. Dai Komoku-tenno -Il Grande Re Celeste della Purezza (sánscrito: Virupaksha).

34. Kyoho go-nen roku-gatsu jusan-nichi - Il tredicesimo giorno del sesto mese del quinto anno di Kyoho (1720)

 

Il Gohonzon trascritto da Nichikan

(Principi filosofici rappresentati secondo il principio di Ichinen Sanzen (3000 condizioni in un singolo istante di vita) descritto da T'ien-t'ai (Cina, tra 500 e 600 d. C.) nel trattato Maka Shikan, argomento che verrà trattato in modo esteso e approfondito nei prossimi post.

 

Nel Gohonzon trascritto da Nichikan, i dieci stati vitali (10 Mondi) sono rappresentati in due gruppi: I quattro stati nobili, che sono lo stato di Buddità, Bodhisattva, Parziale illuminazione e il mondo di Studio e i sei stati più bassi, che sono Estasi, Umanità, Collera, Animalità, Avidità e Inferno.

Nel Gohonzon trascritto da Nichikan, i quattro stati Nobili sono rappresentati dal Buddha Shakyamuni (n. 8) Colui che conquista molti Tesori (n. 9) Pratica Pura (n. 7) entrambi rappresentano la condizione di Buddha e le quattro guide dei Bodhisattva della terra: Bodhisattva delle Pratiche Superiori (n. 10) Bodhisattva delle pratiche illimitate (n. 11) Bodhisattva delle pratiche stabilite saldamente (n. 6) e Bodhisattva delle pratiche pure (n. 7).

 

Riferendosi allo Stato di Estasi, Animalità, Avidità. I sei Stati più bassi sono rappresentati da figure.

Lo Stato di Estasi, per esempio, è rappresentato dai Quattro Re Celesti: Colui che ascolta gli insegnamenti (n. 4), Il Grande Re Celeste sostenitore della Nazione (n. 13), Il Grande Re Celeste della Crescita e dello Sviluppo (n. 27), Il Grande Re Celeste della Purezza (n. 33) e Il Grande Re Celeste del Sole (n. 20) Il Grande Re Celeste della Luna (n. 16) Il Grande Re Celeste delle Stelle (n. 15) e il Re Demone del Sesto Cielo (n. 19).

Il mondo di Animalità è rappresentato da Otto Grandi Re Dragoni (n. 22) e il mondo di Fame è rappresentato dalla Madre dei Figli Demoni (n. 25) e le Dieci Figlie Demoni (n. 24).

 

Altri Caratteri Ai numeri 26 e 23 ci sono, rispettivamente Tien-Tai e Dengyo che hanno fedelmente trasmesso gli insegnamenti della Legge. Ci sono le Divinità dell'India, il Grande Re Celeste Indra (n. 17) e il Grande Re Celeste Brahma (n. 18) sono incorporati nel Gohonzon come Divinità Buddiste. Ci sono anche Divinità del Giappone, La Divinità del Sole (n. 31) e il Grande Bodhisattva Hachiman (n. 28). Ci sono due nomi scritti in sànscrito antico (medievale), il Sidham; questi sono: la Divinità Buddista Ragaraja (n. 14) che rappresenta il principio de "I Desideri Terreni sono Illuminazione, e la Divinità Buddista Achala (n. 21) che rappresenta il principio di "Le Sofferenze di Nascita, Malattia e Morte sono il Nirvana."

 

Nel Gohonzon c'è anche una Dichiarazione di Nichiren Daishonin che dice: "Nei 2.230 anni da quando il Buddha Shakiamuny è morto, questo Grande Mandala non è mai apparso nel mondo. " (n. 32). Illustrando la legge di causa ed effetto, nel Gohonzon ci sono anche le due promesse Buddiste: "Coloro che faranno offerte, accumuleranno molta buona fortuna che supererà i dieci titoli onorifici (del Buddha)" (n. 5) e "Coloro che calunnieranno e molesteranno i seguaci della Legge, avranno la testa spaccata in dieci pezzi" (n. 12).

 

Organizzazione grafica del Gohonzon

L'organizzazione grafica dei caratteri scritti nel Gohonzon è basata nella Cerimonia dell'Aria descritta nel Sutra del Loto. "L'apparizione della Torre dei Tesori Preziosi" (Capitolo undicesimo,) descrive l'apparizione di una torre magnifica: "A quel tempo, quando il Buddha era in vita, c'era una torre adornata con sette Tesori, alta 500 yojanas e 250 yojanas di larghezza e profondità, che emerse dalla Terra e rimase sospesa in aria" (Sutra del Loto). Pare che la misura di una yojana , era la distanza che l'esercito Reale percorreva marciando un giorno intero, con un'altra interpretazione che indica in 500 yojana il raggio della Terra. Quando La Torre Preziosa emerse, era chiusa, pero Shakyamuni l'aprì dopo che il Buddha Taho, che appare seduto sulla Torre Preziosa, dette validità alle affermazioni di Shakyamuni e lo invitò a sedersi vicino a Lui.

 

Questo è il modo in cui comincia la Cerimonia dell'Aria. La cerimonia descritta nel capitolo de "L'apparizione della Torre preziosa", conferma che possiamo manifestare la nostra natura di Buddha anche se è latente nelle nostre vite. In altre parole, l'apparizione della Torre Preziosa è una metafora che illustra magnificamente la nostra Natura di Buddha.

Nel Sutra del Loto, l'apertura delle porte della Torre Preziosa, rappresenta la spiegazione teorica della manifestazione dello Stato di Buddità, inerente ad ogni essere umano. Nel Gohonzon, la scritta centrale " Nam-myoho-renge-kyo, Nichiren" corrisponde alla Torre Preziosa. Il Buddha Shakyamuni e il Buddha Taho, sono seduti nella Torre Preziosa di fronte all'auditorio. E il resto dei bodhisattva e altri esseri erano seduti di fronte ai Buddha. Generalmente, in India, le persone importanti si siedono al lato destro. Nel punto della spiegazione, dove Shakiamuny è seduto a sinistra di "Nam-myoho-renge-kyo" guardando il Gohonzon, e il Bodhisattva delle Pratiche Superiori (il leader dei Bodhisattva della Terra) alla destra, significa che Shakyamuni sta dentro la Torre Preziosa guardando fuori e il Bodhisattva delle Pratiche Superiori sta di fronte a Lui. Il diagramma del Gohonzon che appare pubblicato in questo post, vi aiuterà a vedere la posizione e il significato di ogni iscrizione nel Gohonzon trascritto da Nichikan. Con la speranza che la spiegazione grafica dei componenti del Gohonzon, vi aiuti a captare il significato del Messaggio che Nichiren Daishonin vuole dare all’umanità con l'iscrizione del Dai-Gohonzon (il grande Gohonzon originale), cioè che ogni individuo ha la potenzialità di diventare un Buddha e che tutto il mondo può usufruire della propria Buddità con la Fede nel Gohonzon. Possiamo comparare l'immagine grafica del Gohonzon con la nostra propria vita. Vivendo nell'epoca corrotta dell'ultimo giorno della Legge, le nostre vite possono essere influenzate facilmente dai mondi più bassi, come l'Ira o l'Animalità. Quando succede è come se mettiamo la rabbia o l'animalità al centro delle nostre vite, invece di metterci Nam-myoho-renge-kyo. Le nostre vite sono come la Torre Preziosa ma può darsi che la porta sia chiusa e la Torre Preziosa interrata nell'illusione. Per questo la nostra sfida deve essere, estrarre il Tesoro che è nascosto nella nostra oscurità fondamentale, aprirlo e mettere Nam-myoho-renge-kyo al centro delle nostre vite. Così illuminando i nostri Stati Vitali più bassi, li collochiamo nel posto più appropriato. Questo può essere possibile con il Potere della Fede e della Pratica. La nostra sfida è che tutti siamo dotati della Torre Preziosa, perciò della Buddità. In questo modo, possiamo stabilire lo Stato di Buddità come condizione base della nostra vita, così come è spiegato nella grafica dei caratteri nel Gohonzon.

 

Il Mandala è uno spazio cosiddetto sacro, non tanto perchè rappresenta delle divinità (nel Buddismo non esiste la concezione dell'adorazione di un idolo) quanto piuttosto perchè serve da supporto per la pratica meditativa attraverso cui risvegliamo la nostra potenzialità di Buddha nelle nostra vita. Esistono differenti tipi di Mandala. Il Gohonzon rappresenta un mandala assiale.
 

Ci sono dei mandala circolari come bene sappiamo, tipici della tradizione tibetana. Naturalmente, non si tratta di un asse visibile o tangibile o inerente solo al nostro pianeta ma una realtà sovracosmica.

 

Se “Dio” esiste non è un "ente", bensì una condizione vitale, raggiungibile più o meno da tutti. Esseri molto evoluti come il Buddha storico o il Maestro Ioshua (Gesù) si trovano all'incirca all'ottantesima dimensione, ovvero una dimensione inconcepibile per noi. Ovviamente io mi servo di una numerazione per rendere descrivibile l'elevazione di queste dimensioni ma non sono enumerabili secondo la concezione umana attuale.

 

Il Vero Oggetto di culto per Nichiren che iscrisse il Gohonzon per la felicità di tutto il genere umano circa ottocento anni fa non è l'oggetto esterno materializzato nel Gohonzon che noi vediamo ma piuttosto quel che esso rappresenta. Nichiren iscrisse il Gohonzon per rappresentare i dieci mondi e la realtà della natura del Buddha inerente a tutti gli esseri come viene descritta nella Cerimonia dell'aria nel Sutra del Loto.

 

Nel gosho "Il raggiungimento della buddità in quest'esistenza" Nichiren dice chiaramente che il "vero oggetto di culto" deve essere cercato dentro e non fuori di noi. Quindi se si venera il Gohonzon, o qualunque altro mandala o qualunque altra rappresentazione come un oggetto esterno non si segue l'insegnamento corretto ma qualcosa di erroneo. Il Gohonzon è kanjin ovvero uno strumento che serve per osservare la mente, per riflettere la condizione dei dieci mondi e del mondo della buddità dentro le nostre vite.

 

Dunque: non è una "cosa", è la Legge. Ma diventa una cosa quando Nichiren concretizza la sua Illuminazione a questa Legge in un mandala. Quindi il rispetto è dato all'oggetto e alla Legge contemporaneamente.

 

La disposizione degli ideogrammi ha significato particolare nell’importanza dei significati. In un mandala di tipo assiale, ovviamente, la parte più importante è quella centrale riservata alla Legge mistica di di Nam Myo Ho Renge Kyo, la condizione vitale di Buddità.

Ai lati, quindi di contorno vi sono tutti gli dèi celesti o funzioni dell’ambiente, budda storici e dèmoni, tutti al pari, con eguale importanza tra dèi e dèmoni a quella che è rappresentata la Legge e il Buddha, a dimostrare che è il Buddha ad attivare o meno la protezione di questi e non che questi influenzino la vita del Buddha.

Nello specifico questi dèi protettori sono quegli dèi o divinità buddiste che, secondo la tradizione, si riunirono per ascoltare Shakyamuni predicare il Sutra del Loto e giurarono in quell’occasione di proteggerne i seguaci. Più precisamente sono i poteri protettivi latenti nei fenomeni naturali dell’universo e nella vita individuale, che vengono attivati dalla pratica buddista. Sono forze positive che fanno funzionare la Legge della vita in nostro favore, per la nostra felicità.

Queste funzioni latenti nella natura dette anche Shoten zenjin, descritte dalla filosofia buddista, nella tradizione giapponese hanno preso il nome delle antiche divinità locali: Bonten che governa il cielo, Taishaku dio del tuono, Nitten dio del sole, Gatten della luna, e così via, sono la personificazione di tali funzioni.

Non viene rappresentata alcuna immagine di alcun Buddha, nemmeno quella di Nichirer, che peraltro se ne conosce solo una, per definire la assoluta mancanza di qualsiasi culto della personalità, dando invece risalto unicamente alla Legge mistica.

 

Esistono diversi tipi di Gohonzon: il Dai-Gohonzon, l'okatagi-Gohonzon (quello che riceviamo all'inizio), il tokubetsu, l'omamori, il joju Gohonzon?

 

Prima di arrivare all'iscrizione del Dai-Gohonzon, Nichiren aveva iscritto diversi Gohonzon personali per singoli discepoli. Alcuni di questi sono molto semplici, per diventare via via più completi fino a quello iscritto il 12 ottobre del 1279 che è il Gohonzon per tutta l'umanità, dal quale i patriarchi nei secoli successivi copieranno i Gohonzon personali. Ma nessuno di questi Gohonzon era diverso dai nostri nella sua sostanza.


A partire dalla morte di Nichiren, i Gohonzon da affidare ai seguaci venivano iscritti dal patriarca - eccetto nei casi in cui un tempio si trovasse lontano da quello principale, nel qual caso era il prete di quel tempio a iscriverli personalmente. A quell'epoca era possibile procedere in questo modo perché i praticanti erano pochi e inoltre, a partire dal 1650, in Giappone divenne proibito cambiare religione per cui l'oggetto di culto veniva tramandato all'interno della famiglia di generazione in generazione. Con la diffusione del Buddismo del Daishonin dopo la fine della guerra, tante persone cominciavano a praticare e divenne difficile iscrivere i Gohonzon uno a uno. Così si è cominciato a stamparli.

 

O-katagi non vuol dire altro che "stampato su matrice di legno" (kata = forma; gi = legno).

 

Anche il tokubetsu (che letteralmente vuol dire "speciale", "tanto diverso", (toku = diverso dal solito; betsu = separato) è un okatagi: non c'e alcuna differenza dal normale okatagi se non nella dimensione, più grande del 25%. Viene consegnato dopo diversi anni di pratica come occasione per rideterminare e rinnovare lo spirito della propria pratica.

Ovviamente nessuno di questi due termini compare nel Gosho.

 

Invece l'o-mamori viene citato nel Gosho (Risposta a Kyo'o), dove Nichiren lo affida a Shijo Kingo e Nichigennyo «per la protezione» della figlioletta Kyo'o. O-mamori è un solo ideogramma (mamori) che vuol dire "proteggere". A parte l'o-mamori, che è personale, il Gohonzon (o-katagi, tokubetsu) viene consegnato alla famiglia, per cui anche se ci sono più persone che praticano nella stessa casa il Gohonzon sarà uno solo.

 

Ancora oggi esistono Gohonzon scritti a mano dai vari patriarchi: questi sono i Joju Gohonzon, dove joju vuol dire "scritto a mano".

 

Altri Mandala assiali

 

 ti39

  shakyamuni3

 

Alcuni Mandala circolari

 

avalokiteshvara-mandala-medium 

avalokiteshvaramandala 

 amitayusmandala

 guhya1b

 guhya1a

 chakrasamvaramandala

 kalachakra

 kalachakra2

 hevajramandala

 mandala

  Kalachakra_sand_mandala

 mandala1

 shakyamunimandala

 prajnaparamitamandala

ti23 

 tg74

 tg67

 tj33

 ti88

 tk95

 tk85

 tk30

 tl24

 tl21

 


scritto da: ananda11 alle ore agosto 22, 2007 15:35 | link | commenti (21)
categorie: buddismo, mandala

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